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Settore un po’ ostico, paragonabile a quello farmaceutico, o a quello dei prodotti per
l’igiene, che trasuda inconfessabili sensi di colpa. Mi limito a riportare alcuni annunci
in cui ho lavorato come copywriter. I primi due annunci riguardano Il Sole 24 Ore.
Seguono alcuni annunci per la Banca Popolare di Sassari. L'esercizio del copywriting nella stampa quotidiana, se svolto con un minimo di attenzione o di abilità, diventa una forma di comunicazione tra le più appropriate e incisive. Oggi, in Italia, si assiste a un un fenomeno di regressione: semianalfabetismo cronico, scarsità di lettori e pigrizia intellettuale fanno vincere le immagini, e la figura del copywriter non viene coltivata a dovere. Sbagliando. Perché è noto che la comunicazione può risultare molto efficace se utilizza la modalità del racconto, agganciando l'attenzione con la sintesi e il "potere di convocazione" di un titolo appropriato.
1) Una buona scelta ti rende subito popolare. 2) La moltiplicazione dei dividendi.
E infine Gruppo Zurigo. Era una gara, ma, per fortuna, andata a buon fine. Con il mio partner di lavoro, avevamo prodotto diverse proposte. Ci sembrava interessante lavorare sulla lettera zeta, simbolo del gruppo: come poteva condizionare, la sua mancanza, o la sua presenza, il vivere quotidiano e le grandi imprese economiche? Il modo di operare delle compagnie di assicurazione si stava trasformando: grandi conglomerati finanziari che, al loro interno, assorbivano tutte le specializzazioni della banca, della finanza e dell'assicurazione. Per rappresentare la trasformazione, serviva una campagna di largo respiro. Lavorare sulla lettera zeta non era poi una cattiva idea: in fondo, eravamo tutti figli della generazione di Zorro. Pochi giorni prima della presentazione (in verità, un po' debole), i nostri direttori creativi, i soliti D'Adda e Vigorelli (avevano costituito da poco la loro agenzia), gente di talento, molto abile a shakerare, cambiarono registro e perfezionarono il tutto con queste belle immagini un po' sopra le righe.

