Colgate Palmolive

Colgate ci chiede una campagna stampa e radio per il collutorio Plax: un collutorio "allegro", se così si può dire, proposto nei colori rosso e verde. Riusciamo a evitare il sermone e la seriosità dei discorsi sulla cura della persona (impresa difficile con una multinazionale dell'igiene), e pensiamo una campagna agile pianificata su quotidiani e radio, basata sulla raccomandazione del cliente secondo cui il prodotto andrebbe usato almeno due volte al giorno, prima dello spazzolino.

Curiosità. Prima del 1873, il dentifricio era venduto in vasetti di vetro. Il primo dentifricio commercializzato nel tubetto spremibile fu Colgate Ribbon Dental Cream, nel 1896. Lavorare su Colgate mi ha aperto un mondo: ho scoperto che non si dice "colgàte", ma si pronuncia "kolgèit" (e che si pronuncia "pàlmolaiv", non "palmolìve").

La radio è stata un piccolo tour de force: siamo passati dai 30 secondi, ai 15, e alla fine il cliente ha chiesto l’impossibile: un 5 secondi. La giuria di Radiofestival, presediuta dal leggendario grande vecchio della modulazione di frequenza Renzo Arbore, ha assegnato un premio agli annunci radiofonici. La voce del penitente che in Plax Vobiscum si rivolge al confessore era la mia.

Soggetto: denti.

Soggetto: relax.

Soggetto: Plax Vobiscum.

Soggetto: antiplacca.

Soggetto: new age.

Soggetto: stadio.

All'uscita della campagna, i giornali avevano stigmatizzato l'ammiccamento sessuale in alcuni annunci. Ma non credo che fosse questo il carattere distintivo della campagna: è stata soltanto un semplice divertimento, anche un po' dissacratorio. Altro che doppi sensi.

Qui un articolo di Fabiana Giacomotti, scrittrice, docente alla Sapienza e giornalista con una lunga serie di collaborazioni: il Giornale, Corriere della Sera, Mondo, Capital, Io Donna, Amica, Rai, il Foglio, e non so che altro. All'epoca aveva sviluppato la sezione "Media, marketing e pubblicità" di Italia Oggi. L'articolo pubblicato su Italia Oggi era simpatico e scritto bene (a parte quando le sfugge "colluttorio" invece di "collutorio" - dal latino collùtus).

Riporto questo altro lavoro realizzato per Colgate, giusto per motivi affettivi. Una cosa pensata e fatta "in famiglia": l’art director è mia moglie; l’illustratore, sardo, è il mio testimone di nozze. Il poster era destinato agli studi dentistici. A parte i motivi affettivi di cui parlavo, di questo poster ho un ricordo particolare: facciamo vedere il layout a Roberto, il direttore creativo che aveva la responsabilità sul cliente Colgate; lui lo guarda, strabuzza gli occhi, mi guarda incredulo e dice: “Ma tu… hai fatto una headline in rima baciata!”. Come dire: proprio tu! Ma era un apprezzamento. Credo che quello, per come mi vedevano Roberto e mezza agenzia, sia stato il mio vero battesimo del pubblicitario: “Finalmente, ora sei dei nostri: benvenuto nel club dei cretini”.


Continua la lettura di annunci e campagne: una raccolta di appunti di viaggio, in un periodo trascorso con vari compagni di strada.