Per Parmacotto (azienda parmense produttrice di salumi molto nota tra gli anni Ottanta e Novanta anche grazie alla generosa promozione della propria immagine), Sanna aveva realizzato uno spot con una testimonial d’eccezione: Sophia Loren, la napoletana di Pozzuoli diventata un’icona del cinema italiano, cento film, due premi Oscar, al ventunesimo posto tra le più grandi star della storia del cinema secondo l'American Film Institute, indimenticabile immagine di femminilità ed erotismo per alcune generazioni di italiani. Allora era una leggendaria e matura sessantenne baciata dall’elisir dell’eterna giovinezza, bella, spiritosa e intelligente. Ricordo un’intervista all’attrice: “Quando mi alzo, venti minuti di ginnastica quando ne ho voglia, una lunga passeggiata nel parco, da sola, per riflettere, ma prima mi trucco, soprattutto gli occhi, perché la Loren è la Loren anche alle 7 del mattino”. Che diva...
In occasione della prima uscita dello spot in contemporanea nelle reti televisive pubbliche e private, e in concomitanza con l’inaugurazione della più importante manifestazione internazionale dedicata all’industria alimentare, il Cibus di Parma, uscimmo con un annuncio stampa e con una vistosa affissione.
Modestamente, noi usciamo con Sophia Loren.
Parmacotto si prepara a uscire, sui principali circuiti televisivi nazionali, con un evento straordinario, un film con un mito che tutto il mondo ci invidia: Sophia Loren.
Con la stampa, abbiamo poi proseguito sulla strada del gioco e dell’ironia, ma sempre con eleganza, cercando di aggiungere un po' di stile nel caravanserraglio dei venditori di pentole e delle sponsorizzazioni televisive. Riporto l’esempio di una promozione sui quotidiani: attraverso una raccolta punti, Parmacotto offriva della porcellana bianca.
Continua la lettura di annunci e campagne: una raccolta di appunti di viaggio, in un periodo trascorso con vari compagni di strada.
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