Materia

L’azienda emiliana Fiandre voleva far conoscere i più importanti tra i molti progetti sparsi per il mondo realizzati anche con il contributo delle sue ceramiche: obiettivo ambizioso, non semplice, che l’azienda poteva raggiungere anche tramite una rivista internazionale di architettura. Diedi il nome alla rivista quadrimestrale (con una certa indecisione tra “materia”, “materie” e “materiali” perché mi ricordava la collana editoriale di Feltrinelli che ospitava i testi del Gruppo 63), lavorai sul progetto e mi occupai dei testi nei primi numeri, guidato soprattutto dalle mie curiosità e dall’interesse per l’architettura (interesse nato nei primi anni Settanta con il libro Il linguaggio moderno dell’architettura di Bruno Zevi, regalato da un amico di Taranto, matematico gentile e preveggente: “Leggilo, sono sicuro che ti piacerà molto”; infatti: due anni dopo, mi iscrissi ad Architettura a Roma). Con un pizzico di incoscienza, ne venne fuori un buon prodotto.

Ogni numero della rivista proponeva un'ampia selezione di architetture internazionali, saggi e studi delle normative e una rassegna delle novità di maggiore interesse del mondo della produzione e della ricerca, indagando sui percorsi che trasformano la “materia” in materiale, i materiali in elementi architettonici e questi ultimi in architettura. Nel suo sito web, si leggeva che “Materia è nata con l’obiettivo di perseguire l’interazione tra la cultura di produzione industriale ed il mondo complesso della produzione culturale, attraverso l’analisi dei processi di studio, progettazione e costruzione dell’architettura”. Mi sarebbe piaciuto aggiungere che la rivista era nata, più semplicemente, anche dall’impegno di due giovani creativi, un art director e un giornalista e copywriter, che avevano l’unico obiettivo di scommettere sulle proprie capacità, diciamo senza mettersi dei limiti.

Qui sotto, il primo numero di Materia e il cofanetto per la presentazione dell'iniziativa editoriale in un importante evento milanese dedicato ai professionisti e alla stampa.

Materia è diventata una rivista di architettura con una tiratura vicina a quella di riviste storiche come Domus o Casabella. Dopo i primi numeri e la nostra impostazione, venne rinnovata e diretta da Marco Casamonti e Paolo Portoghesi (ma un amico architetto, professore ordinario di Progettazione architettonica e urbana a Roma e socio fondatore di un affermato office internazionale di architettura, mi diceva che preferiva i nostri primi numeri, bontà sua: ma forse - immagino con delle buone ragioni - perché non sopportava Portoghesi). Nelle settimane tra l’8 e il 22 giugno del 2006, in occasione del cinquantesimo numero, la Triennale di Milano ha ospitato una mostra celebrativa e un convegno dedicati alla rivista.


Continua la lettura di annunci e campagne: una raccolta di appunti di viaggio, in un periodo trascorso con vari compagni di strada.