Ordine psicologi della Lombardia

Si dice che uno dei mali dell'azienda Italia sia il think small delle corporazioni storicamente intoccabili e ostili al cambiamento, con i loro molti privilegi, muri e monopoli. Soltanto con le cosiddette "lenzuolate", le liberalizzazioni promosse un po' timidamente dal ministro dello Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, si sono aperti i primi spiragli: si cominciò ad intaccare il monopolio delle farmacie nella vendita dei farmaci da banco, si superò l'obbligo di ricorso al notaio per il passaggio di proprietà degli autoveicoli, ci fu l'introduzione delle surroghe, poi venne introdotta la liberalizzazione delle tariffe dei professionisti, e così via.

A proposito di quelle prime liberalizzazioni, andrebbe in ogni caso ricordato che non tutto andò per il verso giusto (siamo in Italia, il paese di "fatta la legge trovato l'inganno"). Anzi si crearono delle situazioni paradossali, per esempio si pensi al flop delle liberalizzazioni nella telefonia e alle pratiche scorrette degli operatori: col passare degli anni, siamo arrivati ad una giungla selvaggia su prezzi e offerte in cui l’utente difficilmente riesce ad orientarsi.

Comunque, se non è stato l'anno della "rivoluzione", il 2007 è stato almeno l'inizio di una riforma necessaria e di una maggiore attenzione alle tutele dei consumatori, con tanti risvolti immediatamente positivi: per esempio, dopo quel 2007, molti professionisti potevano sciogliere i lacci corporativi facendo della pubblicità "informativa". Così, più che una questione economica, i pacchetti di misure "omnibus" diventano una questione "culturale": la comunicazione pubblicitaria fa uscire i professionisti, e di conseguenza gli Ordini e le corporazioni, dalla propria prigione dorata, costringendoli a dialogare con l'utenza. Cioè con la pubblicità si espongono, nel bene e nel male. E questo è il nostro caso.

Ora, se cito questi lavori svolti per l'Ordine degli psicologi della Lombardia (i primi uscirono giusto un anno dopo quel fatidico 2007), è per l'attenzione alla qualità della comunicazione (eventualità non del tutto ovvia, quando si tratta di enti o istituzioni) e per la coerenza del messaggio nelle sue declinazioni. Per far conoscere al grande pubblico e in modo capillare le proprie iniziative (dalla promozione di una più consapevole cultura della salute, ai convegni, ecc.), e per avvicinare l'utenza e mettere in contatto la cittadinanza lombarda con i propri iscritti, l'Ordine sceglie un linguaggio e una grafica semplici e garbati: un tono a tratti istituzionale, ma vivace e caldo, a volte spiritoso, utile per ottenere una giusta visibilità e per non drammatizzare ulteriormente temi importanti come, per esempio, il disagio sociale e psicologico.

La prima campagna per le settimane del benessere psicologico in Lombardia. Stampa su diversi formati destinata ai giornali lombardi e alle pagine locali dei più grandi giornali nazionali; banner e altre iniziative promozionali, manifesti e cartoline; brochure del convegno presso la sala congressi della Provincia con partecipazione della Regione Lombardia, Provincia e Comune di Milano.

Campagna in occasione dell'importante convegno-laboratorio sul lavoro degli psicologi nelle organizzazioni, presso l'Università Milano-Bicocca e l'Università Cattolica. Stampa quotidiana in diversi formati, brochure del convegno, locandine e altre iniziative promozionali.

Campagna per un’altra edizione delle settimane del benessere psicologico in Lombardia. Abbiamo realizzato una campagna stampa periodica e quotidiana, la brochure del convegno con il patrocinio di Regione, Provincia e Comune di Milano, manifesti e cartoline, banner e altre iniziative promozionali.

Anche in questa campagna, il simbolo dell’iniziativa è il faccione sorridente con fiori e sfondo azzurro.

Una curiosità: L’ultima campagna per le settimane del benessere psicologico in Lombardia deve essere rimasta veramente "in testa". Tanto che, più tardi, mi è capitato di ritrovare gli stessi payoff: nella campagna di Roberto Maroni, diventato governatore della Lombardia (“La Lombardia in testa”); e poi nella campagna del campione della GDO, la milanese Esselunga ("Straordinario Quotidiano"). Casualità? Si dice che due indizi non facciano una prova, ma che siano soltanto una coincidenza.

Qui sotto, lo "straordinario" di Esselunga e quello degli psicologi.


Continua la lettura di annunci e campagne: una raccolta di appunti di viaggio, in un periodo trascorso con vari compagni di strada.