V’E Versace

Dopo la prima grande campagna di lancio dei profumi realizzata con Gavino Sanna, il cliente chiede un intervento più vicino all’estetica Versace, dove dominavano il saccheggio creativo dell'arte, gli accostamenti vertiginosi dei colori, l'energia. Così proponiamo un'uscita sfarzosa (e molto costosa per il cliente) sulla stampa periodica e quotidiana, con abbondanza di soggetti in tenuta da doppia e quadrupla pagina. Una campagna di grande impatto e visibilità: del resto, il riferimento non era un personaggio qualunque, ma, secondo l’opinione comune, “uno degli stilisti più rivoluzionari di tutti i tempi, capace di stravolgere il mondo della moda”.

Per il lancio del profumo V’E per donna, realizziamo una campagna più grafica rispetto alla prima campagna per i profumi, e i riferimenti culturali - se così si può dire - cambiano. Passiamo dai lirici greci alla visualità esuberante e l’esibizionismo verbale di Majakovskij; dal simbolismo in bianco e nero della prima campagna, al primo Futurismo, quando, proprio nei manifesti pubblicitari, si diede maggiore importanza ai caratteri tipografici rispetto all’immagine, che a sua volta acquistava più energia e vitalità con l’uso dei colori netti e pre-pop: per intenderci, il Futurismo esplosivo degli esordi, quando si cercava di dare forma geometrica e colore a ciò che è invisibile e non misurabile fisicamente, cioè al movimento, al suono, alla luce e, appunto, all’odore (non a caso, una delle prime evidenze della pittura futurista in Italia si manifesta proprio con il dipinto realizzato nel 1911 dal giovanissimo pittore e compositore Luigi Russolo intitolato, appunto, Profumo).

Qui sopra, l’esordio della campagna con doppia pagina sui grandi quotidiani come Repubblica, dove il b/n serviva per dare maggiore importanza alla headline e più evidenza ai caratteri tipografici e al lettering di Francesco. A seguire, gli annunci per la stampa periodica.

Qui sotto, alcune pagine della brochure oro e nero ebano. Gianni Versace confuso come una statua nello stile tra Magna Grecia e Impero - altrimenti definito “retour d’Egipte” - del suo palazzo milanese descritto dalla giornalista Natalia Aspesi come “una reggia di eclettica opulenza texana”. Le versioni del profumo in cristallo pregiato e molto costoso. Lusso, opulenza, genio e un po' di quella ormai rituale sregolatezza ammessa un tempo negli artisti, oggi negli stilisti.


Continua la lettura di annunci e campagne: una raccolta di appunti di viaggio, in un periodo trascorso con vari compagni di strada.