Fiandre si è sempre distinta, fin dalle sue origini, come azienda innovativa. Fa parte di Iris Ceramica Group, uno dei principali global player nel settore del design, produzione e distribuzione di prodotti ceramici di alta qualità destinati a progetti di architettura residenziale, commerciale e industriale.
Alla fine degli anni Ottanta, Fiandre si rivolse all’agenzia per la creazione di una rivista internazionale di architettura che contenesse anche i più importanti progetti realizzati in tutto il mondo (l’azienda esporta in 110 Paesi) con il contributo delle sue ceramiche in gres porcellanato a tutta massa di alta gamma. Abbiamo soddisfatto questa richiesta, ma, nello stesso tempo, abbiamo accompagnato il cliente anche nella realizzazione di una grande campagna stampa periodica e quotidiana destinata ad affermare il suo ruolo nell’eccellenza del made in Italy attraverso un settore - la produzione ceramica, in particolare il distretto ceramico delle province di Modena e Reggio Emilia dove viene lavorato oltre l'80% della produzione nazionale di piastrelle - tradizionalmente importante della nostra industria. Con piena soddisfazione di tutti, e con un apprezzamento della campagna - caratterizzata dalla grafica rigorosa (“intellectually elegant and visually powerful”, secondo gli stilemi dei grandi designer dell’epoca) e dai titoli accattivanti, ironici e ammiccanti - che poi si è concretizzato nei riconoscimenti e premi internazionali.
Molto curata la costruzione della pagina, ricca di informazioni sulle attività dell’azienda e sulle caratteristiche delle sue ceramiche, con l’uso innovativo del capolettera, ingigantito sino a occupare tutta la pagina: la forza del carattere richiama subito quella del prodotto.
Per il Gruppo abbiamo realizzato - oltre eventi come presentazione e lancio della rivista, convention, logo, calendari, materiali per i punti vendita - anche una campagna per il marchio Iris Ceramica. Per Fiandre, l’agenzia aveva realizzato anche il logo disegnato da Francesco e utilizzato per la prima volta nella nostra campagna; aveva un effetto tridimensionale, e così venne abilmente ripreso anche nell’avancorpo della facciata nella nuova sede di Castellarano.
A Dallas non soffriamo di vertigini (Oaklawn Building, Dallas)
Siamo andati in Colorado per riflettere (sede commerciale della ITT di Aurora, Colorado)
Questa gelateria è famosa per i suoi graniti (gelateria di Riva del Garda)
Con i tedeschi siamo stati durissimi (showroom BMW, Milano)
Abbiamo messo i nostri valori in banca (Provident Bank, Dallas)
Siamo i sostenitori più forti della Ferrari (Museo dell’auto Ferrari)
È consentito calpestare le aiuole (C&S Bank’s Southside Center ad Atlanta, Georgia)
La migliore difesa è l'attacco (Imperial War Museum di Londra: per attacco, qui si intende lo speciale collante che dà stabilità al pavimento)
Siamo tra i pionieri dello spazio (Boeing Aerospace Complex di Clear Lake City, Texas)
Giusto una curiosità. Trent’anni dopo, un annuncio della campagna per Fiandre è magicamente riapparso, nell’ottobre del 2022, in una mostra retrospettiva dedicata a Gavino (ormai ultra ottantenne) al Bicocca Village di Milano, centro commerciale con multisala: uno di quei grandi shopping centre in cui la gente riempie i propri vuoti affettivi con gli acquisti della domenica, e che uno dei loro inventori, l’architetto austriaco Victor Gruen, definiva, un po’ prima di morire e con tardivo pentimento, dei “ghetti monofunzionali”; tanto che, se puta caso doveste passare da quelle parti, potrebbe venirvi in mente giusto Pier Paolo Pasolini: “Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti”. Il centro è sorto in una vasta zona industriale di cui è stata cancellata la memoria (a parte qualche reperto e un hangar trasformato in spazio espositivo di arte cosiddetta contemporanea), e che, prima della deindustrializzazione e della delocalizzazione delle fabbriche, occupava oltre 200mila persone - tra operai, tute blu e bianche (alla Pirelli), colletti bianchi e salariati del ceto medio, lavoratori - collocate tra Pirelli, Falck (più vicina a Sesto San Giovanni, l’ex “Stalingrado d’Italia”), Industria Vernici Italiane, Breda, Ansaldo, Marelli e altri protagonisti del cosiddetto “miracolo italiano” degli anni Cinquanta e Sessanta. Al loro posto: quartieri e pezzi di città artificiale creata su base affaristica, con trasferimento forzato di storiche istituzioni milanesi, dell’università e della sanità pubblica, delle attività culturali usate come cavallo di Troia per la gentrificazione dei vecchi quartieri dai grandi gruppi privati lasciati liberi di “rigenerare” e “riqualificare”, a proprio uso e consumo, il territorio. Guarda caso, l’annuncio apparso sullo schermo del Bicocca Village era proprio quello che avevamo dedicato al museo di uno dei nomi più prestigiosi dell’industria italiana: Ferrari, che per fortuna opera da sempre nel modenese (lo stesso territorio in cui è nata Fiandre), non a Milano, dove “archeologia industriale” è poco più di un disturbo semantico.
Continua la lettura di annunci e campagne: una raccolta di appunti di viaggio, in un periodo trascorso con vari compagni di strada.
© GASPARE GIUA
Design: Maria Pia Preziuso e Alessandro Giua